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Restauri

RESTAURI

Il Progetto di recupero dell’Abside

Il progetto di restauro, elaborato dallo Studio Restauri Formica Srl di Milano, via Solari 11, ha l’obiettivo di restaurare gli affreschi dell’abside romanica della chiesa di S. Cristoforo, la primitiva chiesa, a cui venne aggiunta in epoca quattrocentesca la così detta cappella Ducale. L’esigenza di intervenire con un intervento stimato di € 90.000,00= (novantamila/00) deriva dall’aumento progressivo, nel corso dell’ultimo decennio, di efflorescenze saline sulla superficie dell’apparato pittorico.

L’abside, caratterizzata dalla figura di Dio Padre benedicente nella vela centrale del catino rappresenta negli spicchi laterali, definiti da cornici viste prospetticamente, il tetramorfo sullo sfondo del cielo. Nella parte inferiore lo spazio è suddiviso da cornici monocrome che racchiudono a sinistra l’immagine di S. Caterina con il libro, simbolo di sapienza e dei suoi scritti, la riquadratura rinascimentale che racchiude la finestra antica, al centro S. Giacomo e Giovanni battista, e sulla destra, separata dalla seconda apertura, S. Cristina con la palma del martirio.

Quest’ultimo intervento si inserisce nel programma di valorizzazione del monumento avviato nel 2012 con il restauro degli affreschi della controfacciata, proseguito negli anni 2015 e 2016 con gli interventi sull’arco trionfale e con la riscoperta del timpano affrescato con Dio padre benedicente, fino ad allora occultato dal plafone ligneo, e da ultimo con gli interventi di restauro nel 2023 degli affreschi della parete nord, raffiguranti la Madonna in trono fiancheggiata da S. Rocco, S. Antonio, S. Agostino e S. Sebastiano.

RESTAURI

Restauri degli ultimi decenni nella Chiesa di San Cristoforo

La chiesa di San Cristoforo, come è possibile osservare già dal suo esterno, è formata da due edifici affiancati, costruiti in tempi diversi e distinguibili all’esterno perché sono state conservate le due facciate. Restano scarsissime notizie sull’origine dell’edificio più antico: Giovanni Antonio Castiglioni, vicario dell’abbazia di San Giovanni in Prato, da cui la chiesa di S. Cristoforo dipendeva, riferisce che, verso il V secolo, quando al culto pagano subentrò quello cristiano, nell’area sorgeva un tempietto pagano dedicato ad Ercole. In sostituzione della gigantesca divinità pagana fu collocata una grande statua, ricavata da un tronco d’albero, raffigurante San Cristoforo. L’edificio, che al suo interno ragionevolmente doveva essere interamente affrescato, ha una travagliata storia di restauri, imposti, oltre che dal passare del tempo anche dalla collocazione stessa dell’edificio sacro, sull’alzaia del Naviglio, pertanto soggetto a massicci fenomeni di umidità di risalita.

Concentrandoci solo sugli interventi realizzati nell’ultima parte del secolo scorso, si segnala che tra la fine degli anni 70 e gli anni 80, furono effettuati ripetuti lavori di intervento sulle murature, anche in ragione di un incendio provocato nel 1970 all’interno della chiesa per il lancio di una molotov che devastò la “cappella ducale” ed annerì anche le pareti della chiesa più antica: tra il 1977 ed il 1984 Paola Zanolini eseguì restauri nella chiesa antica sugli affreschi della parete e dell’abside Furono eseguite in quell’occasione misurazioni ponderali attraverso l’analisi di micro campioni prelevati sul lato nord, Sud nell’abside e nella volta. Misure di umidità e di temperatura indicavano stabilità dei valori all’interno della chiesa in primavera ed estate, periodi in cui non funzionava l’impianto di riscaldamento. Il funzionamento del riscaldamento in inverno provocava un innalzamento della temperatura, favorendo l’evaporazione dell’acqua e la migrazione di sali solubili. Erano inoltre individuati valori molto differenti di tenore d’acqua nelle murature: maggiore per la parete verso il Naviglio, nella norma per la parete sud. I dati consentivano di schematizzare i meccanismi di degrado: l’acqua risaliva per capillarità nella parete sud ed evaporava all’interno della chiesa che, in inverno, aveva valori di umidità relativa superiori a quelli dell’esterno. Il vapore presente nell’aria condensava preferibilmente sulla parete nord, aumentando il tenore d’acqua nell’intonaco e la formazione di efflorescenze. A tre riprese si intervenne per eliminare efflorescenze e annerimenti provocati dall’umidità.

Negli ultimi anni 90, su progetto dell’arch. Luigi Maria Guffanti, furono sistemate le coperture e la ditta Formica eseguì il restauro degli affreschi di facciata, con operazioni di pulitura e consolidamento delle pellicole pittoriche.
Infine, negli anni 2000 furono eseguiti il rifacimento della pavimentazione interna della zona presbiteriale, venne eseguito il rifacimento del sagrato e l’intervento di conservazione di volta, costoloni policromi, tondo in calcare policromo raffigurante San Cristoforo nella sacrestia e, nel 2004, intervento di conservazione di paramenti in cotto, elementi di facciata in cotto sagomato, portale e integrazione delle sigillature. I lavori di restauro degli affreschi di quegli anni hanno operato principalmente interventi di rimozione a secco dei depositi, consolidamento con adesivi riempitivi, resine acriliche e/o malte idrauliche premiscelate, pulitura ad impacco con carbonato o bicarbonato di ammonio, rimozione meccanica delle precedenti stuccature e nuove stuccature, velature o reintegrazioni ad acquerello, velatura con pigmenti ed idrossido di calce delle lacune stuccate e campitura spugnata a sottotono. Queste operazioni sono indicate per gli affreschi sulla parete sinistra, sul catino absidale, sott’arco e parete interna. Viene inoltre indicata la rimozione dell’intonaco decoesionato intorno alle finestre ed il rifacimento con la stesura di un rinzaffo e la finitura con malta di grassello di calce e polvere di marmo. Come finitura viene indicata una velatura con pigmenti ed idrossido di calce con campitura spugnata a sottotono e finitura con acquerelli.

Nel 2015 è stato ultimato il restauro dell’affresco della controfacciata della Cappella ducale. Si tratta della celebre Madonna in Maestà con Bambino tra sant’Antonio abate e san Cristoforo nel registro superiore, e della crocifissione nel registro inferiore. Uno dei rari affreschi di fine Trecento accompagnati dalla firma dell’autore: Bassanolo de Magistris, che compare sulla base del trono.

L’affresco, oltre ai problemi causati dal tempo e dalle risalite di umidità, era stato danneggiato da una bomba carta lanciata dentro la chiesa alcuni anni or sono. Nei primi mesi del 2017 un importante intervento di restauro ha interessato l’arcone sopra l’altare.
La rimozione di una campata del soffitto a cassettone ha consentito di valorizzare l’intero affresco dell’Annunciazione e di studiarlo. Si tratta di un’opera di due maestri di pregio, che hanno lavorato insieme. Uno dei due, forse il maestro cosí detto “dei Santi Cosma e Damiano”, ha realizzato l’Angelo e Maria, l’altro Dio Padre e gli angeli nella cuspide. A questo maestro parrebbero oggi doversi attribuire anche gli affreschi dell’abside – per quanto molto alterati nei loro tratti distintivi da interventi del secolo scorso – e la pregevole Maestà che campeggia sulla parete di sinistra, in precedenza attribuita alla scuola del Bergognone.

Nel corso del 2023, è stato realizzato il restauro degli affreschi presenti sulla parete nord nell’aula della chiesa di San Cristoforo, la primitiva chiesa romanica a cui venne aggiunta, sulla destra, la cappella Ducale.

I dipinti che già vennero sottoposti nella seconda metà del ‘900 a più cicli di restauro presentavano un evidente stato di perimento. Più precisamente, l’affresco, raffigurante la Madonna in trono fiancheggiata da S. Rocco, S. Antonio, S. Agostino e S. Sebastiano, aveva subito un primo intervento di restauro nel 1960 e, dopo l’incendio provocato dal lancio di una molotov, un conseguente restauro con azione di pulitura e consolidamento generale.

L’intervento di restauro, dopo più di 40 anni dal precedente, ha riportato l’apparato pittorico nello stato originario anche dal punto di vista cromatico, rimuovendo quelle parti di intonaco che erano state inserite in occasione di precedenti interventi, consolidando i materiali e rimuovendo inserimenti posticci. In sede di pulitura, i colori hanno recuperato maggiore visibilità.
Questo intervento, che ha avuto un costo pari ad € 24.000,00, è stato sostenuto integralmente dalla generosità di fedeli e benefattori che, con offerte finalizzate, hanno voluto lasciare nel tempo un segno del loro passaggio.
Oggi, 2025, come ricordato all’inizio di questo excursus storico relativo ai restauri degli affreschi di S. Cristoforo, proprio l’area del catino absidale richiede un intervento di tutela e recupero, con l’utilizzo di tecniche e materiali di restauro più adeguati per aree affrescate o integrate nel corso di precedenti interventi. L’area interessata dal progetto di restauro, come riscontrabile già visivamente, mostra infatti un vistoso stato di degrado per la presenza di efflorescenze saline che creano patine biancastre sulle superfici e decoesionato le stesure pittoriche che, per non perdere le pitture, chiede di essere fermato anche grazie al tuo contributo.
Per sostenere il progetto in presentazione, inserendoti in questa storia di conservazione e tradizione culturale, puoi lasciare il tuo contributo all’indirizzo IBAN: IT92N0623001626000015168590 indicando nella causale la dicitura “Restauro Abside della chiesa di S. Cristoforo: MIC-SABAP – Milano Prot. 15991/2023”.

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